📈 Sentiment: RialzistaScore: 0.60·PAC·Italia

Strategia europea per il settore zootecnico: il CESE riparte dagli allevatori

Fonte: Ruminantia··5 min di lettura

Il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) ha recentemente preso posizione sulla Strategia Europea per il settore zootecnico, accogliendo positivamente il lavoro della Commissione Europea, ma proponendo integrazioni significative a beneficio degli allevatori di bovini da carne. Le richieste del CESE, infatti, mirano a rafforzare la resilienza, la competitività e la sostenibilità del settore, pilastro fondamentale per l'economia e la sicurezza alimentare del continente.

Il settore zootecnico europeo è un gigante con un fatturato annuo di circa 400 miliardi di euro, rappresentando quasi il 40% del valore aggiunto agricolo dell'UE e sostenendo circa 7 milioni di posti di lavoro lungo la filiera. Nonostante ciò, si trova ad affrontare sfide significative come la riduzione del patrimonio zootecnico in diversi Stati membri, la scarsa redditività, la volatilità dei mercati, l'aumento dei costi di mangimi ed energia, e le crescenti pressioni ambientali e sul benessere animale.

Un Nuovo Orizzonte: Fondo Extra-PAC, Etichettatura e Sostegni Mirati

Le proposte chiave del CESE si concentrano su tre pilastri:

  1. La creazione di un fondo dedicato all'allevamento al di fuori della Politica Agricola Comune (PAC).
  2. L'introduzione dell'obbligo di etichettatura d'origine per le carni.
  3. Sostegni specifici per i modelli di allevamento sostenibili.
Queste integrazioni puntano a superare alcune delle attuali lacune, fornendo agli allevatori strumenti più concreti per affrontare la transizione ecologica, garantendo al contempo sostenibilità economica e il rispetto dei più elevati standard di benessere animale. L'obiettivo primario è evitare che una riduzione della produzione interna porti a un aumento delle importazioni da Paesi con standard ambientali e di benessere animale inferiori, salvaguardando così la sovranità alimentare europea e l'integrità del modello agricolo familiare.

Oltre la PAC: Perché un Fondo Dedicato e l'Etichettatura d'Origine sono Cruciali

La PAC 2023-2027 ha introdotto alcune novità per il settore zootecnico, in particolare attraverso gli Eco-schemi che premiano gli allevamenti che migliorano il benessere animale e riducono l'uso di antibiotici. Tuttavia, la proposta del CESE di un fondo "dedicato e fuori dalla PAC" suggerisce la necessità di un meccanismo di finanziamento più agile e mirato, capace di rispondere alle specifiche esigenze di investimento per la transizione del settore, senza le rigidità e le complesse architetture burocratiche che a volte caratterizzano i fondi PAC. Questo potrebbe offrire una maggiore flessibilità per progetti innovativi e investimenti a lungo termine che la PAC, nella sua configurazione attuale, potrebbe non coprire adeguatamente.

Per quanto riguarda l'etichettatura d'origine, sebbene le carni bovine siano già soggette a normative stringenti che impongono l'indicazione di origine, luogo di macellazione e sezionamento, il CESE spinge per rafforzarne l'obbligatorietà e la trasparenza. Un'etichettatura chiara e completa è fondamentale per la tracciabilità, la sicurezza alimentare e per informare il consumatore, che si mostra sempre più attento alla provenienza e ai metodi di produzione. Per l'Italia, un Paese con un forte legame con le proprie eccellenze territoriali e la qualità riconosciuta delle sue produzioni, un'etichettatura d'origine più robusta rappresenterebbe un vantaggio competitivo, valorizzando il lavoro degli allevatori nazionali e tutelando il consumatore dalla concorrenza sleale.

Sostenibilità e Competitività: Il Futuro dell'Allevamento Italiano

Il concetto di "modelli di allevamento sostenibili" promosso dal CESE si allinea con le direttive del Green Deal europeo e della strategia "Farm to Fork", che puntano a un sistema alimentare più equo, sano e rispettoso dell'ambiente. La sostenibilità in zootecnia non si limita agli aspetti ambientali (come la riduzione delle emissioni di metano biogenico, per cui il CESE chiede un riconoscimento della sua natura di ciclo del carbonio a breve termine), ma abbraccia anche il benessere animale, l'efficienza nell'uso delle risorse e la sostenibilità economica e sociale delle aziende agricole.

Gli allevatori italiani hanno già dimostrato un impegno verso l'efficienza e l'adozione di buone pratiche. Tuttavia, il settore bovino da carne in Italia presenta un deficit strutturale, con un tasso di autoapprovvigionamento di circa il 55% e un conseguente ricorso a importazioni di ristalli e carni. La scarsità di capi a livello europeo, dovuta anche a fattori sanitari e strutturali, ha generato in passato squilibri e alti prezzi, ma con una disponibilità limitata di materia prima.

In questo contesto, il supporto a modelli sostenibili potrebbe incentivare la filiera vacca-vitello italiana, promuovendo l'allevamento estensivo e il pascolamento, il rispetto dei ritmi naturali di crescita degli animali e la valorizzazione delle razze rustiche e locali. Investire in tecnologie di precisione, diete basate su foraggi aziendali e sottoprodotti, e impianti di biogas può contribuire a ridurre l'impatto ambientale e aumentare l'efficienza, come già dimostrato da alcune realtà.

Cosa significa per gli allevatori italiani

Le proposte del CESE, se recepite e attuate, potrebbero rappresentare una svolta per gli allevatori di bovini da carne in Italia. Un fondo dedicato e flessibile offrirebbe nuove opportunità di investimento per modernizzare le stalle, implementare tecnologie per il benessere animale e la riduzione delle emissioni, e supportare la transizione verso pratiche più sostenibili.

L'etichettatura d'origine obbligatoria e più dettagliata è una richiesta di lunga data del settore italiano e si tradurrebbe in un maggiore riconoscimento della qualità e della specificità della carne prodotta in Italia, consentendo ai consumatori di fare scelte più informate e, di conseguenza, di premiare le produzioni locali e certificate. Questo è particolarmente importante in un mercato in cui la concorrenza internazionale è forte e la trasparenza è sempre più richiesta.

Infine, il sostegno ai modelli di allevamento sostenibili non è solo un imperativo ambientale, ma una strada per rafforzare la competitività a lungo termine. Incentivi mirati potrebbero aiutare le aziende a investire in pratiche agroecologiche, a migliorare il benessere degli animali e a ridurre l'impatto ambientale, garantendo al contempo la redditività. Gli allevatori dovrebbero iniziare a considerare questi orientamenti strategici come linee guida per il futuro, preparandosi ad adottare le innovazioni e le pratiche che verranno premiate, anche attraverso la partecipazione a sistemi di qualità nazionali come lo SQNBA (Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale). La capacità di adattarsi a questi nuovi standard, comunicando in modo efficace il valore aggiunto della propria produzione, sarà la chiave per prosperare in un mercato in continua evoluzione e sempre più attento alle tematiche di sostenibilità e provenienza.

PACEtichettaturaZootecniaSostegno

Fonte originale

Ruminantia: Strategia europea per il settore zootecnico: il CESE riparte dagli allevatori

Leggi originale →
Condividi:WhatsAppTelegram

Accedi a tutti i dati di mercato

Registrati gratis per quotazioni in tempo reale, grafici e stime personalizzate.

Registrati gratis

Notizie correlate