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Il settore zootecnico spagnolo ha ridotto le emissioni di ammoniaca del 17,6 percento

Fonte: Euromeat News··6 min di lettura
Il settore zootecnico spagnolo ha ridotto le emissioni di ammoniaca del 17,6 percento
Dati sulle emissioni in un allevamento sostenibile vicino a Salamanca, Spagna.

Il settore zootecnico europeo è da tempo sotto i riflettori per il suo impatto ambientale, e in particolare per le emissioni di ammoniaca (NH3). Notizie positive giungono dalla Spagna, dove il comparto ha annunciato un significativo traguardo: una riduzione delle emissioni di ammoniaca del 17,6% rispetto ai livelli del 2005. Questo risultato non solo dimostra un progresso tangibile verso la sostenibilità, ma pone il settore zootecnico spagnolo in linea con gli impegni stabiliti dalla rigorosa direttiva europea sui tetti nazionali di emissione (NEC). Un obiettivo raggiunto che offre spunti di riflessione e conferma la direzione verso la quale l'intera zootecnia continentale è chiamata a muoversi.

La Direttiva NEC e gli Impegni Ambientali per la Zootecnia

L'ammoniaca è un inquinante atmosferico che, pur non essendo un gas serra diretto, svolge un ruolo cruciale nella formazione del particolato fine (PM2.5), con conseguenze negative per la salute umana e l'ambiente. Contribuisce inoltre all'acidificazione dei suoli e all'eutrofizzazione delle acque, alterando gli ecosistemi naturali. Per affrontare queste problematiche, l'Unione Europea ha emanato la Direttiva NEC (National Emission Ceilings, 2016/2284/UE), che stabilisce per ciascuno Stato membro obiettivi di riduzione delle emissioni nazionali di diversi inquinanti atmosferici, inclusa l'ammoniaca, prendendo come riferimento i livelli del 2005.

Il settore agricolo e zootecnico è il principale responsabile delle emissioni di ammoniaca. In Italia, ad esempio, l'agricoltura contribuisce per oltre il 90% del totale nazionale, di cui una porzione significativa (circa il 62,5% delle emissioni agricole) è imputabile alla zootecnia attraverso la gestione di stalle, stoccaggio e spandimento dei reflui. I bovini, sia da latte che da carne, hanno un ruolo preminente in queste emissioni.

Il Caso Spagnolo: Un Obiettivo Raggiunto

Il successo spagnolo nel ridurre le emissioni di ammoniaca del 17,6% rispetto al 2005 è un dato significativo. L'ultimo anno ha visto una diminuzione del 2,3% rispetto all'anno precedente, evidenziando un percorso costante di miglioramento. Questo risultato dimostra che, con l'adozione di politiche e pratiche mirate, è possibile coniugare produttività zootecnica e sostenibilità ambientale. Le strategie che generalmente portano a tali riduzioni includono:

  • Miglioramento dell'alimentazione animale: Diete più precise possono ridurre l'azoto escreto dagli animali.
  • Gestione avanzata dei reflui zootecnici: L'uso di coperture per le vasche di stoccaggio del liquame, la separazione delle fasi solida e liquida, e tecniche di spandimento a bassa emissione con rapido interramento contribuiscono a limitare la volatilizzazione dell'ammoniaca.
  • Innovazione nelle strutture di ricovero: Stalle progettate per minimizzare la superficie di contatto tra urine e feci, o l'utilizzo di sistemi di raccolta delle urine, possono ridurre le emissioni.
Queste misure, seppur con costi iniziali, rappresentano un investimento nella sostenibilità a lungo termine del settore.

L'Italia: Progressi e Sfide nel Contenimento delle Emissioni

E l'Italia? È fondamentale analizzare il contesto nazionale per comprendere le implicazioni di quanto avviene in Spagna. I dati più recenti mostrano che anche il settore agricolo italiano ha compiuto passi importanti. Secondo ISPRA, l'agricoltura italiana ha registrato una riduzione del 24% delle emissioni di ammoniaca rispetto al 2005 entro il 2024, superando gli obiettivi fissati dalla Direttiva NEC, che per l'Italia prevedeva una diminuzione del 5% per il periodo 2020-2029 e del 16% entro il 2030. Questa performance è attribuibile a diversi fattori, tra cui la diminuzione della consistenza zootecnica in alcune aree, i cambiamenti positivi nella gestione delle deiezioni e un minor impiego di fertilizzanti azotati di sintesi.

Nonostante questi progressi complessivi, permangono delle sfide significative, in particolare nella Pianura Padana. Questa ecoregione, dove si concentra gran parte della produzione zootecnica intensiva italiana (circa il 60% dei bovini e oltre l'80% dei suini), è un'area critica per l'inquinamento atmosferico. Qui, le emissioni di ammoniaca dagli allevamenti, soprattutto bovini, contribuiscono in modo sostanziale alla formazione di smog e particolato fine, con province come Brescia, Cremona e Mantova che emergono come veri e propri "hotspot" emissivi.

La Direttiva sulle Emissioni Industriali (IED 2010/75/UE), recentemente aggiornata, rappresenta un'altra importante regolamentazione. Sebbene finora si sia concentrata principalmente su allevamenti intensivi di suini e pollame, entro la fine del 2026 la Commissione Europea pubblicherà un rapporto con soluzioni per affrontare in modo più completo le emissioni derivanti anche dall'allevamento di bovini. Questo preannuncia una crescente attenzione e possibili future normative che coinvolgeranno direttamente anche il comparto bovino, rendendo ancora più urgenti gli sforzi per la riduzione delle emissioni.

Tecnologie e Buone Pratiche per la Sostenibilità

Per gli allevatori italiani, la lezione spagnola e il contesto normativo europeo rafforzano la necessità di investire in tecnologie e buone pratiche per la mitigazione delle emissioni. Le soluzioni sono molteplici e spesso sinergiche:

  • Alimentazione di precisione: Ottimizzare le diete per ridurre l'escrezione di azoto e fosforo.
  • Coperture per le vasche di stoccaggio: Teli impermeabili o biofiltri possono ridurre le emissioni di ammoniaca fino al 99,5%.
  • Trattamenti dei reflui: La separazione solido-liquido, ad esempio, può ridurre le emissioni di ammoniaca del 21%. L'acidificazione dei liquami può abbattere le emissioni di ammoniaca fino al 93%.
  • Sistemi di spandimento a bassa emissione: L'iniezione diretta nel terreno o lo spandimento con tubi a strascico riducono la volatilizzazione dell'ammoniaca rispetto ai metodi tradizionali.
  • Aria condizionata e ventilazione controllata: Migliorare la qualità dell'aria all'interno delle stalle, riducendo le concentrazioni di ammoniaca che, oltre a inquinare, possono compromettere la salute e la produttività degli animali.
L'adozione di queste tecniche non è solo un obbligo normativo o un dovere etico, ma rappresenta anche un'opportunità per migliorare l'efficienza aziendale, ottimizzare l'uso dei fertilizzanti e valorizzare il prodotto finale come sostenibile.

Cosa significa per gli allevatori italiani

L'esperienza spagnola è un'ulteriore conferma che gli impegni di riduzione delle emissioni sono concretamente raggiungibili. Per gli allevatori italiani, questo significa che la strada intrapresa per la sostenibilità è quella giusta, e anzi, in termini di riduzione percentuale complessiva dal 2005, il settore zootecnico italiano ha già dimostrato una performance notevole, addirittura superiore a quella spagnola.

Tuttavia, il focus sulla qualità dell'aria in aree ad alta densità zootecnica come la Pianura Padana rimarrà elevato, e saranno necessari ulteriori sforzi per mitigare le emissioni locali. L'avvicinarsi di nuove normative, come quelle che potrebbero derivare dal rapporto UE sulle emissioni bovine previsto per il 2026, richiederà proattività e adattamento.

È fondamentale che le aziende continuino a investire in innovazione, adottando le migliori tecniche disponibili (BAT) e monitorando costantemente le proprie emissioni. Questo non solo garantirà la conformità alle normative presenti e future, ma rafforzerà anche la reputazione del Made in Italy zootecnico come sostenibile e responsabile. Gli allevatori dovrebbero anche sfruttare gli strumenti di supporto e finanziamento disponibili, come quelli della Politica Agricola Comune (PAC) e i programmi regionali, per facilitare la transizione verso pratiche più ecocompatibili. La sostenibilità non è più un'opzione, ma una componente essenziale per la competitività e la resilienza del settore zootecnico italiano.

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Fonte originale

Euromeat News: The Spanish livestock sector has reduced its ammonia emissions by 17.6 percent

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