Quali sono le novità e i criteri di controllo della PAC 2026/2027 per gli allevamenti bovini italiani?
La Politica Agricola Comune (PAC) continua a essere un pilastro fondamentale per il reddito degli agricoltori europei, e in particolare per gli allevamenti bovini, introducendo con il ciclo di programmazione 2023-2027 una serie di novità significative orientate verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale. Per gli allevatori italiani, la comprensione delle normative aggiornate e dei criteri di controllo per le campagne 2026 e 2027 è cruciale per accedere ai sostegni e evitare sanzioni. Con la data odierna, 8 settembre 2026, è opportuno fare il punto sulle modifiche più rilevanti e sulle implicazioni pratiche per le aziende zootecniche. Il quadro normativo per il 2026 è stato delineato dal Regolamento “Omnibus” (UE) n. 2649 del 19 dicembre 2025, che ha apportato modifiche ai precedenti regolamenti europei, snellendo le procedure amministrative e riducendo il carico burocratico. Una delle principali novità è l'estensione dell'esenzione totale dal sistema di condizionalità, inclusi controlli e sanzioni, a favore dei piccoli agricoltori. Questa misura, precedentemente limitata alle Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA), viene ora applicata anche ai Criteri di Gestione Obbligatori (CGO). Inoltre, il parametro dei 10 ettari di superficie utile per identificare il piccolo agricoltore viene ora calcolato sulla superficie ammissibile ai pagamenti, non più solo su quella genericamente dichiarata. Per quanto riguarda specificamente gli allevamenti bovini, la condizionalità rafforzata richiede un'attenzione particolare. I criteri di selezione delle aziende per i controlli PAC nel 2026 tengono conto di diversi fattori di rischio. Per gli interventi dedicati ai bovini (da latte, da carne, a duplice attitudine, bufalini e vitelli a carne bianca), vengono considerati criteri quali aziende di nuova adesione con almeno 50 UBA (Unità di Bestiame Adulto), ritardi nelle registrazioni in BDN (Banca Dati Nazionale) riferiti ad almeno il 20% dei capi, o precedenti irregolarità amministrative. Nel caso degli aiuti destinati ai bovini macellati, il fattore di rischio riguarda gli allevamenti con almeno 50 capi inseriti in sistemi di qualità nazionali o regionali, sistemi di etichettatura facoltativa oppure certificati DOP o IGP. Per il sostegno destinato alle vacche da latte, un analogo criterio è previsto per le aziende che dispongono di almeno 25 bovine in produzione. Il campione minimo del 3% di aziende da controllare viene calcolato separatamente per ciascun orientamento produttivo, con un ordine di selezione che privilegia prima gli interventi dello Sviluppo Rurale, poi gli aiuti accoppiati dei pagamenti diretti e infine gli Eco-schemi. Un'altra modifica significativa riguarda gli Eco-schemi, in particolare l'Ecoschema 1 sul benessere animale. Fino a oggi, gli allevamenti biologici hanno beneficiato dei contributi previsti con il regime ecologico per il benessere animale (Ecoschema 1, livello 2), senza essere tenuti a rispettare i requisiti in termini di consumo del farmaco veterinario, certificazione SQNBA (Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale) e pascolamento. Tuttavia, dal 1° gennaio 2027, la situazione cambierà. Gli allevamenti biologici riceveranno i contributi previsti a condizione di rispettare le soglie stabilite per l'utilizzo degli antimicrobici, necessarie per beneficiare del premio del livello 1 dello stesso eco-schema. Questa modifica si è resa necessaria per garantire un trattamento omogeneo tra i beneficiari della PAC e rafforzare il perseguimento degli obiettivi di riduzione degli antibiotici negli allevamenti. Gli allevatori dovranno inoltre prestare attenzione alle scadenze per la presentazione delle domande. Per la campagna 2026, il 15 maggio 2026 è stato il termine per le domande ordinarie di aiuto PAC a superficie e a capo, con la possibilità di presentazioni tardive (con penalità) fino al 9 giugno 2026. È fondamentale rimanere aggiornati tramite i canali ufficiali del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e delle proprie associazioni di categoria, come Coldiretti, che ha predisposto un prontuario dettagliato per chiarire le novità della condizionalità rafforzata per il 2026. Le aziende con certificazione biologica o in conversione sono considerate automaticamente conformi ai requisiti di alcune BCAA, offrendo un'agevolazione importante. In sintesi, la PAC 2026/2027 introduce un quadro normativo più snello per i piccoli agricoltori e rafforza i controlli basati sul rischio, con un'attenzione crescente alla sostenibilità e al benessere animale, in particolare con le modifiche agli Eco-schemi che entreranno in vigore nel 2027. Per gli allevatori italiani, significa l'esigenza di una maggiore consapevolezza e proattività nell'adeguamento alle nuove regole e nel monitoraggio delle proprie pratiche, in vista di un settore zootecnico sempre più orientato alla qualità e all'efficienza ambientale.